Distillato di pensieri di un oceano artificiale
Spingimi, guardami, spingimi, come chi mi guarda!


Già qui, è l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. (…) Due modi ci sono per non soffrirne: Il primo riesce facile a molti ed è l'accettare l'inferno e diventarne parte. Il secondo esige attenzione e apprendimento continui e consiste nel cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno e dargli spazio e farlo durare.

_______________

Guarda le distese dei campi, perditi in esse e non chiedere altro.
Lasci un'orma attraverso cui ti stesso ti segui nel tempo e ti riconosci.
Correvi con la biga nei cerchi.
E  fosti pure un'ape delicata, il gentile mantello che coprì le spalle di qualcuno.
Lascia tutto e seguiti.

_______________

Caro Marco,

ti scrivo dal profondo del mare,
nascosto dentro un giardino di Corallo,
a riparo dagli squali
ma invisibile per le sirene,
Quando Ne Ho Voglia
Alzo gli Occhi e Guardo Il Sole
attraverso un milione
di miliardi
di metri cubi d'acqua
e finalmente
Non Mi Bruciano più gli Occhi .

_______________

Colpito, segnato, affondato,?
Sorpreso, stupito, smarrito?
Curioso, sincero, ardito?
(O semplicemente passi per Bologna, o sei a Cagliari in estate?)

Pensieri parole visioni che lasciano il segno: cielisfumati
in delirio
passifelpati
riflessi
solipensieri


mAcChIe Di
CoLoRe

Ali: VerdeIrlanda

Elisewin: FolleEquilibrioPrecario

Marco: DiCheColoreèDio?

Kayas: TempiImprovvisi

Mauro: *Stob(-A-)doS*

Divina: aLycanthropeOnTheBus!

Adbon SorrisiD'Africa

Lecca: ItIsThatBlack

Curly: GuanceAmarena

Folletto: BomboMieloso

Frà: AcquaRosa

Gabry: SoundsLikeBlack

Marta: YelloSunshine

NeSs : DeepBlue

ParoleNelVento : LibeccioRosso


_____________________



Currently getting out of my head for:

Godspeed you black emperor! - east hastings

Yume bitsu - team bitsu

Pgr - Guardali negli Occhi

Perturbazione - Agosto

Mono - Thousand Paper Cranes
  SigurRos - Staralfur, Agaetis Birjun, Untitled #03, Untitled #04

Mogwai - 2 Rights Make 1 Wrong, Cody

RadioDervish - Secret Life

Offlaga disco Pax -

 Piccola Pietroburgo

Marta sui Tubi - Perchè non pesi niente, L'equilibrista

 ________________


Quando parole e note non bastano:

Akira Kurosawa - Dreams, I 7 samurai, Yojimbo

Kim Ki Duk - Ferro 3, L'Arco

Takeshi Kitano - Dolls, Hana-Bi

Cristopher Nolan - Memento

David Lynch - Mulholland Drive, Strade perdute

Jeane-Pierre Jeunet - Delicatessen

Jim Jarmusch - DeadMan 

Linklater - Waking Life, Bevore Sunshine

Godfrey Reggio - KoyanisQatsi, Powaaqatsi

Chan-wook Park -OldBoy

__________________


________________

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martedì, novembre 18, 2008
 

Rialzarsi in piedi può diventare più difficile di quanto non si pensi, soprattutto se sovrastato da bufere che il senso te lo fanno ritrovare solo per caso.

Un collegamento con me stesso, che chissà quanto e se riuscirà a sopravvivere (ciò che ho ricordato oggi mi dice comunque con superbia, che inevitabilmente non sarà così) un ricapitare in coincidenza con me stesso.
[Non si può solo stare in silenzio per trovare il momento giusto in cui stupire, anche se si è in grado di farlo per bene: occorre anche saper essere nudi e nonostante ciò essere capaci di aggrappare-aggrapparsi]

Fare passi indietro è forzato, difficile, e soprattutto mi ero giurato di non farlo, e invece ne sono stato felice e consapevole (tutto è stato scritto con un sigillo anche qui, in questo cimitero). Ma anche questo è un saper ritoccare il senso profondo, finalmente, è UN rialzarsi in piedi, appunto.  Ma tutti gli altri rialzarsi in piedi, vanno ancora imparati. e soprattutto possibilmente non nel giro di altri due anni.

Devo aprire la finestra, stavolta, pian piano. Consapevole del fatto che il troppo caos, travolge.
e il primo passo per non cadere sta comunque nel non puntare a caso, sulle cose, o non come abitudine nel quotidiano, trovare certezze capire e non rimandare: che è l'inerzia,altrimenti, ciò che mi squarta di solito.

Silenzio e occhi, sì. Ma non solo. Intanto insieme al rialzarsi, sembrerebbe giusto riprendere a stupire.

[ riprendere la “dinamicità”, la consapevolezza del rischiare, il distacco per un fallimento, per una caduta, riprendere coscienza per ciò che ricarica, per ciò che fa più o meno per me.]

Lacho Drom

arriva il vento e sfiora i capelli,
lo sguardo è fisso e non si volta
i vasi dietro le spalle tremano e poi cascano
e i cocci non visti non spengono il sorriso.



postato da FallenLeaf | novembre 18, 2008 03:47 | commenti (3)


giovedì, agosto 07, 2008
 

Se non è vero che hai paura e non è vero che ti senti solo e non è vero che fa freddo allora
Perchè tremi in questo Agosto?

Per un istante mi compaiono tutti sogni disattesi, le strade lasciate a metà, i discorsi non conclusi.
Per un istante mi compare tutto quello che questi quattro anni sarebbero dovuti essere - e non sono stati.
Per un istante rivedo tutto - e mi chiedo se ci sia ancora tempo, per certe cose.

Ciò che ho disatteso, e i miei difetti che permangono, e il non esssermi addentrato per affrontarli.
Solo qualche traccia di un passato un pò distantissimo, che cerco troppo spesso di emulare.
Qualche traccia per sopravvivere, ormai così poco comprensibile.
Sorridentemente confuso.
E la pioggia porta tutto via.
postato da FallenLeaf | agosto 07, 2008 06:23 | commenti (1)


domenica, giugno 15, 2008
 

E tra tutte le promesse,  non sono quelle con me stesso, le più importanti da mantenere?
Scacciare quello che il mondo attorno vorrebbe mostrarti  e farti invidiare(la gente che ride il sabato sera-gli amori frequenti e le sbronze eterne) e perderti per la tua strada.
Perchè non c'è n'è alcuna altra.





postato da FallenLeaf | giugno 15, 2008 02:08 | commenti (1052)


giovedì, marzo 06, 2008
 

Le foto mai mostrate,
quelle dei riflessi di luce.Quelle più astratte.Che si ha paura di mostrare.
Quelle scattate tanto tempo fa ma tenute nascoste.
Che potrebbero non essere il lato esplosivo, suadente e imparziale di me con cui vorrei apparire agli altri.

Anche da lì, vale la pena di riprendere i passi.Per dare senso a questo luogo.
A cui essenzialmente non è possibile smussare gli angoli per renderlo più comprensibile di quanto non lo sia per me.
So che forse è noioso per gli altri
ma
essenzialmente è mio.




Ricerco nel baule della memoria e le ritrovo: impolverate, come frasi mai dette per paura di sparare una cazzata
e mostrarle,finalmente.
Cercando di mantenerlo intatto, tangibile tra le dita, il filo del gomitolo della convinzione.
Come quello di dedalo che scappa dal suo labirinto o il folletto che ridivampa.


(L'estate di questa foto fu quella della perdita delle convinzione, della perdita dell'osare, della soddisfazione per rancore, più che per se stessa)

E tutto può essere diventato pure cenere,
ma c'è una piccola differenza da cui voglio imparare, in questo mio piccolo monologo.

Ovvero che, probabilmente, non  è la cenere in sè, il punto,quanto il senso che le si può dare.
Perchè se è vero che  il valore che ormai le attribuiamo, è quello dell'inutilià più assoluta, voglio riuscire a ricordare che non è sempre stato così.
E che la cenere è perfetta, in verità, per portare via lo sporco.

postato da FallenLeaf | marzo 06, 2008 03:09 | commenti (3)


giovedì, gennaio 24, 2008
 

Le scritte a pastello fatte sotto ai tavoli....



Se chiudo gli occhi si sente ancora quella voce musicale, la voce di un nanerottolo che grida,e che sembra quasi una cantilena.
Se vado più a fondo nella testa, sento le risate di Andra mentre se la spassa, pazza, dietro la mia schiena sul sellino della bici.e le signore bolognesi che quando mi vedono con lei dietro di me, inconsuetamente, mi sorridono.


Mi viene in mente che forse, per riuscire a togliere certi filtri, certe pareti di incomunicabilità, bisogna consumarsi un pò, abusare di se stessi, spingersi oltre i limiti del proprio fisico troppo spesso accettati.
Stancarsi, e continuare, per ritrovarsi con un'armatura meno reattiva, più scarica e lenta anche nei riflesssi incondizionati paranoico-metropolitani
 e riuscire,così, d'incanto, come gesto tutto ad un tratto di nuovo spontaneo,
a fissare negli occhi, ad immergere le parole dove non dovrebbero o potrebbero normalmente.


E tutto ad un tratto rirendermene conto, forse in maniera anche più consapevole per la sua funzione nei confronti degli altri, di quanto non si debba temere il valore di qualcosa che si ripete.
Come imparare a prendere gusto nel recitare sempre la stessa commedia , più e più volte,durante un tour itinerante.
E ogni volta riuscire a rifarlo con lo stesso entusiasmo.

E forse, imparare a sapersi ripetere, può diventare più importante (o tanto quanto importante o forse diversamente importante),
dell'inventarsi qualcosa di nuovo.





Spalanca le finestre,
e fai rientrare la luce.



postato da FallenLeaf | gennaio 24, 2008 02:25 | commenti (5)


sabato, novembre 03, 2007
 

Appunti d'estate

(Che forse non è mai troppo tardi...)






Non posso e non voglio smettere di pensare di potermi ancora incantare come un bambino, nel futuro, non posso e non voglio vivere, se non così.
Non posso e non voglio vivere, se non pensando, che tutto, possa ancora accadere.
Non posso e non voglio vivere con la paura che tutto sia già stato portato a termine, che niente si possa smuovere, che la  vita non si possa ancora accendere, che non  possa ancora riscoprire tutte le persone bellissime.
Non posso e non voglio pensare che questa possa essere stata l'ultima estate, in cui avrei potuto avere occasione, non posso e non voglio pensare che possa esistere, un'ultima estate.
Non così-

Non voglio e  non posso più credere che le cose andranno mai come me le potrò aspettare,
che quell'immagine del futuro, quelal proiezione o fantasia, potrà essere azzeccata, fedele, alla realtà.
Che i soli piani tracciati daranno risultati, che i soli giochi, anche se i più geniali e congeniali in mezzo al mondo, riusciranno a tragare i pomeriggi.

Tutto sarà, sempre e necessariamente, diverso, e rimanere solo ed esclusivamente all'immagine che mi è rimasta in testa, significherà farmelo sfuggire via.
Ed è lì, che quella frase così forse a lungo sentita e mai davvero ascoltata, o forse per occasione mai potuta davvero Capire che all'improvviso è arrivata la scossa.



"l'errore più tragico degli uomini è di credere che la felicità sia involontaria, qualcosa di esterno, di indipendente da noi, che viene, ci sollazza e poi passa.
Ma che non avessi più niente da perdere, io me l'ero già chiartito da piccolo,
e  che la felicità fosse un atto solitario di volontà assoluta, non una questione di destino, sfiga e lotterie, l'avevo imparato per bene"


e in quei momenti, lì, di fornte all'attesa che sembra essere stata compiuta, di fronte alla fortuna della casualità di qualcuno che non si è dimenticato di me, di fornte alla casualità di rincontrare qualcuno tanto cercato con gli occhi, non posso finire semplicemente con l'esaltare quel momento, tutto quello non basta*.
   

Prendi un grosso respiro, cancella tutto il resto e continua a sentirti solo.
agire, prima che i pensieri diventino nuvole di fumo. ancora per un pò, prima del vero scontro, tenere tutto dentro.la vittoria non è ancora raggiunta.
ritagliati quello spazio, quello spazio per poterlo fare, per poter fare in modo da riuscirci.




"E forse, magari è vero, mi piacerebbe di più scivolare su tutto.
  E forse, magari è vero, converrebbe di più essere semplici in tutto.
 E forse, mi pare chiaro, funzionerebbe di più vivendosi bene tutto.
  E forse, anzi: sicuro, io so che non riuscirò a fare questo del tutto.
Mai."
postato da FallenLeaf | novembre 03, 2007 03:53 | commenti (1)


giovedì, agosto 09, 2007
 

“Mia dolcissima piccola fragola,
io vorrei raccontarti una favola,
vorrei raccontartene una che,
sia una storia che parli di te..”

 

[Ascolto la mia orchestra preferita, futuro sognato per chissà quando..]

 

La comunicazione è troncata a metà, a domande non seguono risposte, a  prologhi non seguono parole e i romanzi che con tanto entusiasmo vorrei tessere inevitabilmente si sfilacciano lasciando solo spazio alla nebulosità di frasi sconnesse in risposta alle mie.

Come se io stesso non fossi stato così, come se io stesso tuttora non continuassi a tratti a rispondere così.
Incastrato in interludi in cui quando c’è la forza di spinta da una parte, non ce n’è dall’altra.

Come un’infinita partita di pallavolo che va avanti coi punti solo perché una battuta su due la si sbaglia e così palla e punti vanno dall’altra parte del campo.


Così è Cagliari.Nel senso anche io che ne faccio parte, eh.
Vita sospesa su un filo con nessuno capace di dare né il colpo di grazia né di tendere una mano.

È così che si perdono, che perdo, i punti di riferimento.

 



Per fortuna a tratti chiudere gli occhi funziona, così come i miei diari segreti, ho fatto bene a lasciarmi tracce, briciole di pane per riuscire tornare a casa.

 

Ho cammini interrotti tempo fa da riprendere, frecce rimaste in mezzo al mio corpo da estrarre. Posso riprendere da lì. Se le forze me lo permetteranno.

 
Come quella chiamata di un bel po’ di  anni fa:

Argine rotto dalla mia malattia, che nel trovare risposta, nel riuscire ad aggrapparsi all’altro lato della cornetta mi dimostrò come non si trattasse di una mia psicosi,deformazione malata della percezione,  ma di un livido reale, esistente,non solo mio,  anche se inghiottito e dimenticato.

Dimostrazione che posso per casualità e devo per me stesso, essere chirurgo del passato, posso riattaccare lacerazioni.
Data la mia memoria malata tutte le cose interrotte rimarrano ferite aperte, se non torno indietro a riprendere passi in sospeso.

 

 È questo che sono riuscito a ripetere  e che allo stesso tempo devo continuare a ripetere. Non solo per la mia salute.

Trovare conferma nelle mie impressioni più dure, negli occhi che non più fuggono via,nelle parole che si ha paura di pronunciare.

 

…e il tricheco senza denti finalmente riuscirà ad arrivare all’apice dell’arcobaleno per Asgard.

 

Qualcuno di voi a voglia di andare da Bologna a Firenze, a piedi, verso fine settembre?

 

Eppure la paura è alta del poter rifallire.

E mondo guardami,

e dammi risposte.

“Il leone è forte perché gli altri animali sono deboli. Il leone mangia la loro carne perché gli altri si lasciano mangiare. Il leone non uccide con gli artigli o le zanne, uccide con lo sguardo. Dapprima si avvicina lentamente, in silenzio, perché le sue zampe sono fatte di nubi, e il rumore lo disturba.. Poi si lancia all’attacco, colpisce la vittima facendola ruzzolare, le dà una zampata che la fa cadere più per la sorpresa che per la violenza. A quel punto si ferma a guardarla, la osserva con calma. E il povero animale ormai moribondo non vede nient’altro. Fissa il leone che lo guarda. Non vede se stesso, vede ciò che vede il leone. Si scorge piccolo e debole.
Non credeva di essere piccolo e debole. Era un animale, né grande, né piccolo, né forte, né debole. Ma adesso si vede nello sguardo del leone, vede la paura e, vedendo come viene visto, si convince da solo di essere piccolo e debole.

E’ terrorizzato per la paura che scorge riconoscendosi nello sguardo del leone. E a quel punto l’animale non vede più nulla. Sente solo le ossa molli, come quando ci sorprende la pioggia in una notte di gelo. Si arrende, non fa più resistenza. E il leone lo divora senza pietà.

Così uccide il leone. Con lo sguardo.

Ma c’è una bestiola che si comporta in modo diverso. Quando il leone le blocca la strada, fa finta di niente e prosegue lentamente. E se il leone la colpisce, gli risponde graffiandolo con una delle sue zampe che sono, sì, piccole, ma che fanno assai male. Questa bestiola non si arrende al leone perché non vede gli occhi che la guardano, perché è cieca. Queste bestiole si chiamano talpe. La talpa è diventata cieca solo perché, invece di guardare verso l’esterno, si è messa a osservare il proprio cuore. Si è ripiegata in se stessa per guardarsi dal didentro. L’uomo che sa guardarsi dentro, non vede la forza del leone, vede solo la forza del proprio cuore.
Pertanto, quando egli guarda il leone, questo vede che l’uomo lo sta guardando e, osservandosi nel suo sguardo, capisce di essere soltanto un leone. Il leone vede come viene visto, si spaventa e si nasconde”




postato da FallenLeaf | agosto 09, 2007 11:36 | commenti (7)


giovedì, giugno 14, 2007
 


[Trova una penna e scrivilo subito.Concentrati, concentrati.
Non dimenticarlo, non dimenticarlo.
Trova una penna.Devo trovare una penna !
Ora scrivi esattamente quello che è successo.
Forza, forza!Devo trovare una penna.
Concentrati.Continua a concentrarti.
Tienilo a mente. Trova una penna e scrivi cos'e successo.
Scrivilo! Dai concentrati !Non dimenticarlo !
Trova una penna !Trova una penna ! Trova...]


A che punto ero arrivato?

A mille spazi non ritratti, conquiste non acclamate, scoperte non segnate sulla mappa.
È un gesto istantaneo, quello che ci dovrebbe essere: uno scatto di piede per fermare per la coda il topolino che fugge, e se scappa via ne passerà di tempo prima di rivedertelo davanti.

Agganciarsi.
Non lasciare scivolare tutto via.
Non rimettere le mani sul manubrio subito, dopo averle alzate in discesa.
Questo mi manca e mi fa perdere il treno
Questo mi ferma e non mi permette di contemplare, rievocare, aggrapparmi.

Tuffi, sguardi, Traumi.

Sono i traumi, le inculate, le vittorie, a potermi insegnare ciò di cui ho bisogno.
costatare nell'entusiasmo le conseguenze delle mie azioni,
al posto di nonagire per poi, con finta soddisfazione, speculare.

So che la differenza può davvero essere acqua al posto di aria, può innescare esplosioni a catena.
Ora non lo sento, ma lo so. Ed è per questo che sono a metà.
è per questo che qui, posso essere solo a metà.
Ma voglio cercare di lasciare uno strappo, un tentativo di non lasciare solo metà di me, per questo metaforicamente dico che posso solo dipingere.
Voglio tutto, il più possibile, fuori di me, ciò che rimane continuerà ad essere solo una cosa: cancro




[Fino a quando si può evitare di vivere?
Percorsi complicati, a cui si fa finta di dare un senso, per un'unico obiettivo:non farlo.]

postato da FallenLeaf | giugno 14, 2007 23:42 | commenti (4)


mercoledì, maggio 16, 2007
 

Temporaneamente Claudio

Svegliarsi stanco, distrutto, in coma.

Svegliarsi con gli occhi a fessure e cominciare a fare chiarezza, zoppicando.
Svegliarsi e smontare e ricomporre, trascinandosi.

Trascinarmi.
Mente chiara e fuori da discorsi illogicamente logici.
Fuori dalla tendenza ad evitare.
E inciampare e atterrare a volte sul fieno.

 

Per un istante intravedere fuori dal non vivere abituale.

 

Così.Voglio.Stare.


[Una luce scoppietta e sembrerebbe quasi facesse bzzz.
Crea con forza una po’di salvezza, in mezzo a quel nulla.
e la notte scompare ad intermittenza,
lasciando il posto al palmo e al volto del bimbo con gli occhiali da vista rubati.]


Affiorare.

In ciò che si nota e che gli altri no, o in ciò che sentono ma nel dubbio lasciano precipitare nel vuoto, farlo anche se con fili sottolissimi.

A me piace creare cornici, quando sto bene, piace imprimere per lasciare tracce che non trapassino.
Mi piace essere stimolo alla voce che rievoca, fatichetensionirisatecanzoni, che decancella.

è sottile, ma si può provare, anche questo.

 

e come uno spiritello, ti voglio sempre accanto, autoscatto.


postato da FallenLeaf | maggio 16, 2007 00:08 | commenti (2)


sabato, aprile 14, 2007
 



[Forse è stato quando ho rivisto Annina un mese fa.

Srotolo il passato e vivo ciò che se avessi vissuto 5 anni fa, non mi avrebbe aver fatto sentire cosi solo. Ciò che se avessi ascoltato da adolescente mi avrebbe fatto tuffare prima, in tutto questo.
Eppure lo vivo comunque, come se quella rivoluzione stesse ancora per cominciare, e non come se fosse già finita, e faccio tutto quello che si doveva fare, per esorcizzare questa disgrazia.
Gli scrivo, glielo dico.]


Tornando al mondo della comunicazione:

Assaporo, riscopro, vado avanti:
Ma è un contentino, è una metà e e e, in sostanza,

non godo.

Come stavo riprendendo a fare, dopo il tanto tempo passato a riassestarmi.
Come stavo ri riuscendo a fare tutto al mio modo, mettendoci il mio.
Come Liquirizia e Buondì.

e poi, frantumi.

Quanto può fare in fretta il cielo a cascare?
Quanto sono fragili gli scalini che ti portano in alto?(come in Video Girl Ai)
Quante volte ancora mi capiterà di frantumarli ancora così goffamente?
Puntoeacapo.

Rewind.

Riconquista la conquiste perse*

Ma non è facile riprendere tutto da capo, ripassare l'ago per gli stessi punti da cui si è sfilato tutto.

bwah.

Mi ci vuole un pò più di celebrazione.

Ma ora non ne ho proprio le forze.
Nè tanto meno il resto del mondo riesce a darmene.


Eppure le risposte sono sempre e tutte già qui.
L'imbecille sono io.


E spero di non scrivere mai più, così.
postato da FallenLeaf | aprile 14, 2007 02:21 | commenti (4)


sabato, marzo 24, 2007
 

Come un sacco di altri post che ho scritto, persi nel via vai insieme alla lucidità, quello che stavo scrivendo ora me l'ha appena mangiato il pc.
E allora, dato che andare a memoria è annacquare l'essenza riprendo,
anche se così potrà essere anche sta volta parziale, da dove sono arrivato, quando mi si è spento il monitor.

E ci voleva che si spegnesse il monitor, per ricordarmi di poter chiudere gli occhi.

Potere chiudere gli occhi, non per non volere vedere, ma per provare a vedere meglio.
E se hai perso la lucidità, se hai perso il punto dove comincia il rotolo di scotch, se gli occhi del mare non li trovi,  la corrente che salta e la luce che si spegne è un occasione casuale, per realizzare che trovare gli appigli per cominciare a srotolare, non è una cosa irraggiungibile come sembrava.



E se la luce non si spegne per caso, provate a chiuderli, ogni tanto, gli occhi, signori e signore.


[Oggi mi si è staccato un pedale della bici, e mi ha trascinato annina dalla sua, aggrappato al suo avambraccio.

Vento che soffia sulle vele.]


[Al quarto piano della vecchia casa  ci arrivavo silenzioso, di notte, col mio segreto.]


Chiudete la porta e provate a stare da soli.


E allora, qual'è  il problema del provare a chiudere gli occhi?
Il fatto che tutti gli altri non lo facciano, non ti fa rimanere indietro.
Hai paura la prima volta che ci provi, di essere disarmato di fronte agli altri?

E allora chiudi la porta, assicurati che nessuno la possa spalancare all'improvviso, che il telefono non possa squillare
e prova.

Appena solo, ti renderai conto, che senza vista, le dimensioni continuano ad esistere, i passi sono uguali a prima, il suono del tuo passo distinguibile, i pensieri chiari.

[Gli occhialuti magari hanno una sensibilità in più, per questo motivo].


E poi il passo è saperlo ripetere di fronte agli altri e tutto fila liscio.
Ancora paura di farlo?

Richiudi la porta della camera, e riprova fin quando non capisci.

[è la sensazione di inosservato, che rende tutto più rapido,scaltro, diretto, perchè mentre si prova non si è distratti dal guardarsi attorno per vedere se c'è qualcuno che ti vede se sbagli]
Finchè non sei abbastanza sicuro, per ripeterti di fronte agli altri.
[come il folletto di VillaSalus, e i suoi mesi successivi]


E se sbagli di fronte agli altri, sarà come nuvole che diventano gabbiani.


[Intanto fuori da un bel pò c'è la luce]



postato da FallenLeaf | marzo 24, 2007 06:50 | commenti (3)


mercoledì, dicembre 27, 2006
 



27.12.2006

 [Un pezzo che mi manca, e che quindi mi ha fatto stare male, è questo.

Per necessità di cose è stato cosi, ma ora la mia finestra sul mondo dovrebbe riaprirsi, a breve.]

 

Intanto non crollo.

La pancia è stabile.
Torna il plesso solare.

 

Ho bisogno di segreti.
Della sensazione di intoccato, incustodito, dimenticato.

 

Per ritrovarli ho bisogno di riconquistarmi uno spazio silenzioso, delicato e lontano da tutti.

 

Soltanto cosi posso ritrovarli.

Solo cosi.

 

Per poi condividere, ed incastrarmi nel godimento generato dal condividere segreti che si arricchiscono, funzionano, crescono, quando sono condivisi.

(Mostrare, piuttosto che convincere)

 

 

The Miles End Ladies String Auxiliary – Line-Squall


postato da FallenLeaf | dicembre 27, 2006 23:45 | commenti (4)


domenica, agosto 20, 2006
 

Torneresti mai indietro?

Sono fatto cosi: se gli attimi non li incido su carta, al momento dell'ispirazione, tutto poi fugge via.
Probabile che poi riletto, quando incompleto, niente mi piacca proprio più. e Cosi piu passa il tempo più diventa difficile, Incidere.
*
E cosi, le figure che mi smuovono e che non ho celebrato al momento opportuno, rischiano di sparire, com'è capitato tantissime volte(è il 3° post che provo a scrivere in 3 settimane e che spero, stavolta, arrivi ad una conclusione.

Credo di aver visto tanto, credo di aver fatto molto(1000 metri d'altezza in bicicletta possono sembrare come scalare la vetta dell'everest)
Ho vissuto.
E sapevo benissimo di non voler tornare.Di non volere fermarmi.
Perchè qui, com'è ovvio, i tentacoli del caldo bloccano, immobilizzano, assopiscono.
E tento di agrapparmi e quei personaggi cho ho incrociato lungo il viaggio, che ora sembrano sempre più offuscati.
e con questo caldo faccio fatica ad allungare il braccio, faccio fatica a rifiutare l'inferno, a non farmici assorbire.
é l'acqua la soluzione.
Come il reset di tutto, come agganciarsi alle onde e imparare a farcisi trasportare, come svegliarsi presto all'alba e tuffarcisi per saper ripartire.
So questo, ora. Da questo devo ripartire.

Bici e acqua. Bel binomio.




Torneresti mai indietro?

Ci pensavo prima, sull'altalena del balcone.
A dodici anni, nostalgico come sono stato,
avevo fatto un buco ben preciso tra le pietre/mattonelle dell'orto di mio nonno.
 Quel buco un giorno futuro mi avrebbe permesso, riinserendoci l'opportuna spada(forgiata in legno dal sottoscritto),
 di tornare indietro nel tempo e ripartire da quello stesso giorno.Mi avrebbe permesso di ripartire dai miei dodici anni. In modo da evitare tutti gli errori che avrei fatto lungo la vita. In modo da poter tornare indietro in caso fosse scoppiata la guerra.Cose del genere.

La spada è ancora nascosta sotto qualche tettoia.
Il buco dovrebbe essere ancora riconoscibile, anche se magari totalmente ostruito da erbacce.
Eppure, come qualche email stupenda dell'anno scorso mi suggeriva,
non tenterei di riprendere i treni che ho perso, non tenterei di dire parole che in passato non ho detto.
No.Dopo tutti questi mesi, dopo questo viaggio, direi che tornare indietro, ormai, non lo vorrei proprio più.

postato da FallenLeaf | agosto 20, 2006 17:26 | commenti (11)


lunedì, luglio 10, 2006
 

Foto Raccolte (con una graffetta trovata in mezzo alla cenere)



Non troppo felicemente confuso
(accuso i colpi di non avere più una camera in cui poter partorire; accuso i colpi della mia bici, gigetta, rotta alla spina dorsale; accuso i colpi d'essere tornato da poco; d'essermi perso la partòt; di non dovermi svegliare ogni mattina alle 8 oer preparare la colazione ai 15 ragazzi)


Spiragli non colti, lasciati volare via, non afferrati.
E tempo che manca.
Troppo confuso per scrivere e distillare(perchè non ho niente da distillare?) se non che non devo perdere quella che chiamo mia coerenza, e provare comunque a proporre, anche se mi posso sembrare solo.

eppure ho ricordi, eppure ho imparato.
A tuffarmi di testa, come si fa il salame al cioccolato, quando sono belli i massaggi alla schiena, e come si corteggia silenziosamente.

"Ho scoperto d'essere una lucciola"


E sperando di riuscire a riparare la mia bici psicanalista vorrei dirvi questo:
Amici bloggofili, perchè non venite tutti al festival jazz di berchidda, la seconda settimana di agosto, così vi abbraccio tutti insieme?


postato da FallenLeaf | luglio 10, 2006 15:29 | commenti (4)


domenica, aprile 30, 2006
 

"Illuso anch'io continuamente, confuso tra tante realtà
ma se scoprirò quella giusta, chissà se poi l'illusione cadrà,
se scoprirò che c'è una sola realtà non credo che mi basterà"



Non sono ancora(o non più) abbastanza forte per riuscire a tenere tutto dentro,
probabilmente non sarò mai così presente nei luoghi in cui non resto, tanto da non subire il trauma, nel tornare da una vita(Cagliari) all'altra(Bologna) e viceversa.
in questo modo avrò sempre bisogno di un periodo di assestamento, come legge fisica.

E in questi momenti di intervallo, tra un sistema e l'altro, quasi il vuoto a riempire tutto, a disperare..
Ma poi nei momenti più inaspettati, nelle situazioni più bizzarre, la salvezza arriva... ma non basta nè cercarla, nè attenderla.

Dilatare i polmoni, occhi chiusi e poi fissi, e ripartire.
Ci sono.
Devo tenere tutti quegli occhi dentro, devo.

(Partito il cammino degli dei, in diciotto, abbiamo beccato esattamente i giorni in cui è cominciato a piovere.e una bella giornata di 8-9 ore ci camminata ce la siamo fatta-fino a monzuno- e sin sarebbe potuto continuare tutto senza problemi se non ci si fossero allagate le tende con dentro i sacchi a pelo:P per ora è solo rimandata)

postato da FallenLeaf | aprile 30, 2006 14:52 | commenti (11)


sabato, aprile 15, 2006
 

Stop.
Un pò fermo, cristalizzato, un pò in pausa.
So che è lecito concedersele, ma  mi rimane sempre la paura di non riuscire poi a ripartire come prima, a non riuscire a ritrovare quell'intesa(ed io ho bisogno di riuscire a tornare in quell'intesa).
e forse semplicemente non riesco ad accontentarmi di quel qualcosa, che anche se con un ritmo più lento,  sto portando avanti,o forse veramente non sto facendo abbastanza.

Forse non sto scuotendo gli altri tanto quanto avrei bisogno, tanto quanto è necessario per caricarmi e autoalimentermi d'entusiasmo.

è sempre così spiazzante passare dalla velocità di Bologna alla pacatezza che c'è qui.
(eppure quello che mi ero ripromesso di fare lo sto facendo,lo sto portando avanti, e allora perchè questa sensazione addosso?)


Ho dietro una marea di ricordi come correnti, di isole che sopravvivono in mezzo ad una rotonda autostradale, di cori e corse che istintivamente smuovono, per necessità biologica, dalla stanchezza, dall'abbattimento, dall'appiattimento..smuovono come la pressione che all'improvviso esplode e il sudore che comincia colare.




Dario dice di approfittare di questo silenzio, per ricaricare le batterie.

Ci provo, facendo scorrere i miei fili a distanza, continuando a sentirli, sforzandomi per fare come se li sentissi davvero.

E tra i tanti uno sta per sbocciare. Almeno sembra così.
E allora la pietra la lancio pure qui.


Il 27 con un gruppo di amici stupendi si parte, da Bologna, a piedi, alla volta di Firenze, passando per appennini e colli.Dormendo in sacchi a pelo e tende.Si Dovrebbe arrivare il 30.
Si chiama  la via degli dei .
Qualche anarcoidealistafollettoso si unisce a noi?
Se  vi va lasciate qui i vostri contatti firmando il guestbook(o scrivetemi una mail)..

A presto:)
postato da FallenLeaf | aprile 15, 2006 17:10 | commenti (8)


martedì, marzo 21, 2006
 

"Ad andare in giro con Claudio ci sarebbe sempre bisogno dei sottotitoli..."

E quella soffitta, dove finalmente rovistare, guardando tra gli oggetti non miei, tra gli oggetti di chi probabilmente non c'è più. Prendendo qualcosa che non mi appartiene: una stella, un gufo, un martello.

-E la possibilità che la mia finestra non ci sia più, la possibilità di non poter più girare quel mio sogno ( O perlomeno di non poterlo girare se non facendo recitare quella che non sarà più la mia camera), sa di bizzaro.
La mia finestra, dico, la mia finestra in cui i miei segreti rimarranno ad esserci, ma resteranno per sempre chiusi in un forziere, inviolabili, con nessuno lì, a poter rovistare in futuro, a poter rubare come ho fatto io oggi.




Bizzarro, ma sarà così. Perchè io sono fatto così.
ed è questo il rischio magnifico che comporta avere dei segreti solo per sè.

postato da FallenLeaf | marzo 21, 2006 02:32 | commenti (9)


domenica, marzo 19, 2006
 

Navigare.
con la chiglia che taglia le onde.
sopra un mare d'anestetico


Questo spazio è un porto, delle mie soluzioni a me stesso, dei mie punti fermi, delle mie conquiste
(si conquisto, si mi accorgo, si risolvo)
Posso essere scarno, breve, prolisso o barocco, più o meno facilmente comprensibile.
Ma sono i miei arrivi, tra un salto e l'altro, tra conversazioni e avventure che purtroppo mi fanno perdere, e non mi permettono d'esserci spesso(qui).
Sono i miei ami, per chi potrebbe cogliere, non cimiteri!

Ho bisogno di sguardi di infrangere, sorrisi da accennare, come conferme da raggiungere.

Distillato di pensieri di un oceano artificiale.
cosi lo chiamavo non so quanti anni fa, e oggi per caso sono riuscito a riscoprire il perchè.
e non è forte chi non cade, ma è forte chi cadendo trova la forza di rialzarsi, non significa che non si debba credere nel funambolismo, nell'anarchia(Interiore, come forza che non si esaurisce, come forza che non vuole un tornaconto in vantaggi, ma solo in conquiste), nella serenità.
Scrivo se ho qualcosa di positivo da dire
una tappa da dipingere,
Un Trionfo.(Scrivere altro non fa che amplificare, distruggere, distorcere)


(e ora mi torna in mente, come questo cominciare a cavalcare ci fosse già stato, era già cominciato ad affiorire parecchio tempo fa, ma fu stroncato sul nascere[dei risvegli da tredicenni, e di ritorni familiari cambiati])

e ora un tentativo. Non lasciare passare più tanta polvere qui sopra. Perchè da dire ce ne sarebbe sempre tante, dovrei solo lottare  un pò di più per trovare il tempo.
postato da FallenLeaf | marzo 19, 2006 16:27 | commenti (2)


venerdì, gennaio 27, 2006
 

Darmi fiducia.AlCostoDiPoterCascare.


Arrampicarmi, invece di salire per forza?
No, grazie!


giovedì, gennaio 05, 2006
 

(Paura di ripetermi?)

Ho fatto la mia scelta, la porterò avanti,
(non credo nelle scelte drastiche come binari, al fine di un cambiamento)
rimarrò come sono, cambiando senza accorgermene
(il mio modo per cambiare in meglio è accettare come sono)
Facendo tutto come lo so fare, come mi piace farlo, nel mio modo.
(non significa escludere la possibilità di lanciarsi, significa non attendere il segnale per lanciarsi da fuori, ma crearmelo da dentro)
Come una bottiglia di Liquirizia,che emerge dal mio mondo, e si incatena in quello degli altri.
Come il mio star zitto per parlare.
O come il mio non voler scrivere tutto per non perdermi.

(Non.fuggire.più.da.te.Klay)


postato da FallenLeaf | gennaio 05, 2006 18:11 | commenti (7)


martedì, dicembre 13, 2005
 


In mezzo al caos, ripetersi quelle parole,come un mantra, non serve a niente.
Bisogna saper toccare, sentire, rabbrividire, per ricordarsi cosa significano quelle parole.
Ripeterle e scriverle non serve.
Dipingerle magari sì, ma bisogna imparare a farlo..


Vorrei tenervi tutti per mano, tutti voi qui di fronte.
postato da FallenLeaf | dicembre 13, 2005 15:40 | commenti (12)


mercoledì, novembre 16, 2005
 

Ritornare alle intuizioni, aprire il libro a caso e trovare la pagina che cercavo,
leggere i visi al primo sguardo comunicando poi direttamente e non circumnavigando.
cominciare da ciò che è più piacevole per me, per poi avere la forza di continuare al resto.
non temere di fare passi piccoli, non dimenticarsi di averli fatti.
Sapere che è come lo stesso respiro sempre ripetuto all'infinito.fino alla fine.

e la fine non ci sarà mai

postato da FallenLeaf | novembre 16, 2005 03:09 | commenti (9)


domenica, novembre 06, 2005
 

Il bagno nel mare a novembre non lo si può fare ovunque,

il bagno nel mare a novembre non lo può neanche fare chiunque,

perché bisogna sapersi tuffare, nonostante il sole tiepido e il vento leggero,

3.2.1. bisogna sapersi tuffare nell’acqua fresca senza pensare troppo, facendo in modo che le parole della canzone che si ripete come conto alla rovescia neanche giungano al mai silenzio mai finale.
E per fare il bagno nel mare a novembre bisogna riuscire a trascinare il passato, e farlo rivivere nonostante gli aborti, nonostante i cambiamenti di ognuno che ha preso la sua strada…nonostante qualcuno se ne vada via senza salutare nel bel mezzo della notte.

Per fare il bagno nel mare a novembre bisogna anche riuscire a sfondare la soglia che ti pone tra l’essere un buffone o un visionario, bisogna provare a provarci anche quando il sole non è ancora arrivato e l’aria punge e ti spinge via.

Per fare il bagno nel mare a novembre si deve essere capaci di non rinnegare il passato più rude, non si devono scordare le fotografie lucenti di speranze notturne,
bisogna voler forzare il telefono nonostante si sappia che inevitabilmente l’inerzia del passare del tempo cercherà di coprirci.


postato da FallenLeaf | novembre 06, 2005 03:29 | commenti (8)


domenica, ottobre 09, 2005
 

E stanotte pare non voler finire..

 C'è qualcosa di nuovo, e non mi perdo, o meglio mi ritrovo in fretta,
srotolando un filo, e ce ne vorrano pure parecchi kilometri per comprire
certe distanze, ma si comincia a srotolare,
e le campane fuori suonano, e la notte non va a dormire,
e io ci sono ancora qui,
e vuol dire che sì ci sono, evidentemente,  ci riesco ancora...
e il bracciale bianco rimane, e i pensieri pure.



E oggi sento particolarmente  questa:

                              A tratti percepisco tra indistinto brusio
Particolari in chiaro,
      Di chiara luce splendidi,
                      Dettagli minimali in primo piano,
                Più forti del dovuto e adesso so
                                Come fare non fare, quando dove perchè
                   E ricordando che tutto va come va
                             Come fare non fare, quando dove perchè
                   E ricordando che tutto va come va
                       Ma non va, non va, non va, non va...
                                    Nell'occhio inconsapevole di un cucciolo animale,
Archivio vivente della Terra,
    Un battito di ciglia sonnolente
racchiude un'esistenza
                      Spazio determinato, costretto dilatabile
                  Spazio determinato, costretto dilatabile mi incanta...
Chi c'è c'è e chi non c'è non c'è
Chi c'è c'è e chi non c'è non c'è
In toghe svolazzanti e lunghe tonache,
divise d'ordinanza tute folgoranti,
in fogge sempre nuove innumerevoli colori,
in abiti eleganti con la camicia bianca, la cravatta blu
Chi stato è stato e chi stato non è
Chi c'è c'è e chi non c'è non c'è
Chi stato è stato e chi stato non è
Chi c'è c'è e chi non c'è non c'è
Consumati gli anni miei,
vistosi movimenti sulla Terra,
grandiosi necessari, futili patetici
Come fare non fare, quando dove perchè
E ricordando che tutto va come va
Come fare non fare, quando dove perchè
E ricordando che tutto va come va
Ma non va, non va, non va...
Non fare di me un idolo mi brucerò,
se divento un megafono m'incepperò,
cosa fare non fare non lo so,
quando dove perchè riguarda solo me,
io so solo che tutto va ma non va,
non va, non va, non va, non va...
Sono un povero stupido so solo che
Chi stato stato e chi stato non è
Chi c'è c'è e chi non c'è non c'è
Chi c'è c'è e chi non c'è non c'è
Chi stato stato e chi stato non è


E intanto che cazzo succede all'impaginazioene del mio blog?(avrei bisogno di capire se lo vedete tutto sfasato anche voi, carissimi amici/e)
postato da FallenLeaf | ottobre 09, 2005 06:51 | commenti (9)


giovedì, ottobre 06, 2005
 

Prima o poi bisognerà pur farla qualche scelta.No?
E allora cosa devo scegliere tra le scelte in cui mi perdo facendo mezzi passi che poi mi fanno tornare indietro?
Scegliere l'entusiasmo, che da assuefazione.Saper toccare i fondi.Saper guardere dritto negli occhi e sapere essere ruvido. Sapermene fregare di chi non mi frega.Saper mettere tanta forza anarchica e ignorare chi valuterà risultati.
Saper scegliere di scrivere un nuovo post.Con o senza foto in abbinato? Credo senza, stavolta.
Poi magari domani comincio a rimetterne pure, ma oggi no.
E poi smetto di scrivere, che come traccia per ripigliarmi se proprio sono attento mi basteranno anche queste poche righe, in futuro.
Poi un "Rivediti Fight Club"

Giusto appunti.


mercoledì, agosto 24, 2005
 

Foto ricercate, ritrovate. e cucite.


Sono trasportato dalla corrente, di eventi pronti a portarmi cosi in fretta da una parte all'altra, da farmi dormire si, ma cosi poco nel mio letto.
e questo è tanto.-BerchiddaVillasimiusVillanovaFrancaCagliariEancoraEancora-
e sono trasportato dalla corrente di pensieri che continuano a fluire e fluire e sembrano essere quelle definitivi, migliori per me, stabili, e lo sono.
ma continuano a fluire, e dopo uno l'altro e dopo l'altro l'altro ancora, e dopo quello il non dover parlare solo agli occhi delle persone, ma anche all'immagine che mi sono fatto io, di quegli occhi, dentro di me, e ciò comporta impegnarmi ad immaginarmele, le persone, a ricostruirle, dopo che le lascio, dentro di me. ed è una cosa che facevo. aveva a che fare con la mia memoria paralitica, è una cosa che ho smesso di fare, ed ecco che sono scappati via anche i ricordi non fissati con chiodi di dettagli.
e dopo quello arriva il terrore delle frasi in pillole, e il sapere di voler trovare ciò che non è inferno qui in mezzo, il sapere che anche se mi sbatto continuamente da una sponda all'altra, per accarezzare ciò che non è inferno non c'è bisogno di fermarlo e aspettare e aspettare e seguirlo per chissà quanto, ma "basta" andare diritto, da me verso di lui, non in tondo o a zig zag o per ogni due passi avanti uno indietro, solo diritto, un gesto, un prendere qualcosa con la mano da dentro e porgerlo semplicemente, soprendendo pure, magari, ma soprendendo non per sorprendere ma per andare diritto, da me verso di lui, anche chiudendo gli occhi, se ci si riesce,("datti, Clà")
e poi il sapere che ci sono gabbiani che non usano il volo solo per andare dalla spiaggia ai pescherecci, e sapere che questo vale anche per me e che è da parecchio che lo so e che è per questo che mi prego di non scordarmi, sapere che il mio volo è mio, che sarò io ad insegnarmelo, e che per darmi la costanza nell'insegnare avrò bisogno di te, e delle camminate sotto il sole mentre ti guido ad occhi chiusi e ti porto davanti alle discariche, che ci sono ancora, si, rimaterializzate dalle fughe notturne.
e poi, non per ultimo il pensiero della mia idea di dialogo e di scontro e di voce che se deve sa andare contro ad un coro, sa fare il primo passo non per isteria, anche se si tratta del suo schieramento, il pensiero di sapere che ci può essere qualcosa di migliore, anche se poi non sarà considerato tale, sapere che il meglio può esserci già e ce ne si può trarre spunto ma va sempre riadattato al prorpio volo.
e ancora il partire senza dimenticare che la vita è dukka, e che ciò non significa essere pessimisti, significa ricordarsi che il dolore è anche attesa del dolore e che quindi scansadolo quando deve arrivare non si fa che prolungarlo, e che non ha sensibilità chi non ne ha mai provato, e che ne prende si troppa che ne ha provato troppo.

e poi un braccialetto fighissimo, nuovo. a cui seguiranno tutti quelli vecchi, poggiati sulla scrivania a maggio.come pensieri passati che tornano e mi dicono guarda che ci sono,guarda che ci sono stato.
e infine cerco te, e lei.
e di lei, per qualsiasi di questi pensieri ed eventi che fluiscono, ne avrò bisogno, per cercare di non perdermici più-
e cerco te, perchè so che per riuscire ad arrivare, ci si arriverà insieme, sapendo che non sono il solo a desiderare di potermi svegliare con lo stesso pensiero con cui mi sono addormentato.
arrivandoci presi per mano, alla presenza mentale.




Trattieni il Fiato Ora
Apri le ali ora.



Perchè non sarà il passare del tempo a portare frutti.
          
perchè non sarà un nome a far esistere qualcosa.
                            perchè non sarò musica a farmi ballare.
 
perchè il sangue non serve se tanto non scorre.


e perchè "Ognuno vede quello che vuole, può o riesce vedere.
Perché io sono della misura di quel che vedo
E non della misura della mia altezza."
postato da FallenLeaf | agosto 24, 2005 23:02 | commenti (12)


lunedì, luglio 25, 2005
 

non come una scossa che cerca di arrivare più lontano possibile,
ma piuttosto cone un'onda che gira su se stessa danzando.

lasciami ricordare questi giorni ti prego, 
non fare sfumare quelle ombre giganti, non smettere di pensare a quella carta che vola. 
ad una settimana di un deserto che visto con gli occhi chiusi si è trasformato in giardino. 
alla riconciliazione mai troppo tentata e solo a volte riuscita. 
e cercami ancora tra il buio con il suono del respiro. ti prego
postato da FallenLeaf | luglio 25, 2005 03:25 | commenti (9)


mercoledì, luglio 20, 2005
 

Summertime and the living is easy
 Fish are jumping the cotton is high
Your daddy's rich and your mother's good lookin'
So hush little baby and don't you cry.

One of these mornings your gonna wind up singing
Your gonna spread your wings and reach for the sky
 But until that mornin' your gonna wind up singin'
 And mommy and daddy are standin' by.
postato da FallenLeaf | luglio 20, 2005 05:01 | commenti (4)


lunedì, luglio 11, 2005
 

Non è il passare del tempo a portare frutti.
postato da FallenLeaf | luglio 11, 2005 03:57 | commenti (7)
 

Umm io queste cose in genere non le sopporto, però però pero, c'è un però ma non lo ricordo... e allora anche se in ritardo eccovi il super mega test di nuova generazione per far conoscere i miei gusti spaziali!!!

Peso dei files musicali del disco interno:

Al contrario degli altri bloggers non faccio finta di non sapere cosa significhi(che va di moda non essere esperti di pc, sennò poi non ti possono dare soprannomi strani)...: 8,64Gb

L'ultimo cd che hai comprato?
umm, ricordando che io cd proprio non ne compro...gli ultimi due, uno insieme all'altro, sono stati Entropia e One Hour By The Concrete Lake al concerto dei Pain Of Salvation

Canzone che sto ascoltando ora:
I Wait for you degli Yume Bitsu

Cinque canzoni che ascolto spesso:
Dolphins dei Montreaux che è semplicemente un incanto, titolo di una bellissima lettera che mi è arrivata un po di tempo fa...
poi Simbiosi di Meg, Annarella dei CCCP, Frigid, Frigid, Frigid Body of Dr. T.J. Eckleberg degli Yume Bitsu.
 
libri che possiedo nella mia biblioteca e genere :

Boh, qui a Bologna direi pochini(vabbò, a Cagliari non ne ho molto di più comunque)...Mrs dalloway, Oceano Mare, Appena sotto le nuvole, Cosi Parlò Zarathustra,Ecce Homo,Il mondo in un cortile e Seta.

tre libri che consiglio ad altri bloggers,e perchè :

Oceano Mare a Marta, perchè lei è la donna acquatica e non può non averlo letto...
Seta a Curly, perchè è un libro che si potrebbe stringere con due dita, è Seta.
A Gabry non saprei, magari lo Hobbit, se non fosse che gliel'ho prestato e se lo è tenuto un anno senza manco aprirlo... :P
e, pensandoci bene Lo Hobbit lo consiglierei tantissimo anche a Frà perchè non è giusto non perdersi lì dentro solo per paura di avere nostalgia...

libri che sto leggendo:
umm, in teoria ne dovrei finire un sacco..in pratica il mondo in un cortile me lo porto sempre dietro...

ultimo libro che ho comprato:
ummm, ehm...come dire, proprio non saprei dire :P

postato da FallenLeaf | luglio 11, 2005 03:12 | commenti (1)