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Già qui, è l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. (…) Due modi ci sono per non soffrirne: Il primo riesce facile a molti ed è l'accettare l'inferno e diventarne parte. Il secondo esige attenzione e apprendimento continui e consiste nel cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno e dargli spazio e farlo durare.
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Guarda le distese dei campi, perditi in
esse e non chiedere altro.
Lasci
un'orma attraverso cui ti stesso ti segui nel tempo e ti riconosci.
Correvi con la biga nei cerchi.
E fosti pure un'ape delicata, il gentile mantello che
coprì le spalle di qualcuno.
Lascia tutto e seguiti.
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Caro
Marco,
ti
scrivo dal profondo del mare,
nascosto dentro un giardino di
Corallo,
a riparo dagli squali
ma invisibile per le sirene,
Quando Ne Ho Voglia
Alzo gli Occhi e Guardo Il Sole
attraverso un milione
di miliardi
di metri cubi d'acqua
e finalmente
Non Mi Bruciano più gli Occhi
.
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Colpito,
segnato,
affondato,?
Sorpreso,
stupito, smarrito?
Curioso,
sincero, ardito?
(O
semplicemente
passi per Bologna, o sei a Cagliari in estate?)
Ali: VerdeIrlanda
Elisewin: FolleEquilibrioPrecario
Marco: DiCheColoreèDio?
Kayas: TempiImprovvisi
Mauro: *Stob(-A-)doS*
Divina: aLycanthropeOnTheBus!
Adbon SorrisiD'Africa
Lecca: ItIsThatBlack
Curly: GuanceAmarena
Folletto: BomboMieloso
Frà: AcquaRosa
Gabry: SoundsLikeBlack
Marta: YelloSunshine
NeSs : DeepBlue
ParoleNelVento
: LibeccioRosso
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martedì, agosto 31, 2004
un anno fa. quasi un anno fa un ragazzo simile più o meno a me, girovagava per un'anonima cittadina del nord europa in attesa dello spettacolo del suo gruppo preferito. in compagnia di cinque ragazzi provenienti un pò da tutta l'italia, conosciuti il giorno prima, si divertiva a cercare di attaccar bottone con le bellezze locali, fallendo miseramente. Tra una chiacchiera e l'altra arrivò l'ora: in fila per accomodarsi allo show.Riuscirono tutti ad accaparrarsi i primi posti, proprio davanti al palco. Nell'aria un battito di cuore, costante e ripetuto per tanto, tantissimo tempo, e il respiro quasi spontaneamente ci si sincronizzava. Sul palco, nel buio, si intravedevano delle sagome, troppo immobili per poter essere di persone vere, o forse anche loro così a ritmo con quel battito, da mascherare i loro movimenti. e tutto, all'improvviso, iniziò, lui cantava, suonava il liuto, e ci guardava negli occhi. il resto non può essere descritto. il resto l'ho rivissuto poco fa.
Quanti colori suoni forme tutti insieme, quanti sogni, quante scosse, di quelle vere, da piangerci per secoli, quanta voglia di reagire. Ecco, uno di quei pugni in pancia che non ti lascia agonizzante per terra, ma invece dopo la botta ti risveglia, ti stimola, ti scatena e ti incita a disfare tutto e a volerlo ricomporre...ecco è proprio questo il punto: per un istante, un brivido, ti fa credere che sia possibile farlo.
quasi un anno fa, alla fine dello spettacolo, quel ragazzo -dopo una foto rubata a chi l'aveva guardato prima negli occhi- acchiappò la borsa, uscì dal lokomotivet facendo un gran baccano, attirando così l'attenzione di tutti, e corse, corse a perdifiato per non perdere il suo treno.
mercoledì, agosto 25, 2004
è da più di un giorno che ascolto musica in continuazione...e non faccio altro che sentire sempre e solo la stessa traccia... non so, mi prende spessissimo così, di una qualche parte di un cd mi innamoro di parole suoni visioni...e ne uso e abuso fino all'impossibile..e questa beh, è la classica song che conoscono quattro gatti, ed in fondo è meglio così. quelle onde...che corrodono, che penetrano, portano via e sgretolano i ricordi, silenziosamente, lasciando solo angoscia, nostalgia e vuoto..e ci si chiede proprio come sarà possibile, un giorno, potersi riempire ancora una volta con qualcosa di totalmente nuovo, beffandosi quasi di ciò che è stato. Lo so, dopo tutti i discorsi che ho fatto sembra quasi che sia un'altra persona a poter scrivere di cose simili, ma il fatto è che troppo spesso basta premere un solo tasto, per farmi pensare che tutto possa essere ancora messo in gioco...e d'altronde è la mia follia, ed è capitato già una volta che sia riuscita a piegare le sbarre del possibile... There's a storm closing in Voices crying on the wind This serenade is growing colder breaks my soul that tries to sing And there's so many, many thoughts When I try to go to sleep But with you I start to feel a sort of temporary peace There's a drift in and out
giovedì, agosto 19, 2004

mi lascio cullare dalle aspettative, sto sanguinando per i miei sogni, è tutto ciò che ho, tutto ciò per cui vivo, e il resto non ha senso d'essere nella mia testa, è un gettarsi a capofitto, un correrecorrerecorrere lungo il pendio...non posso ritrovarmi un giorno con altri rimpianti, e se dovessi cadere beh, fanculo. perchè una via di fuga ci sarà sempre, e quella porta non si chiuderà mai.

La salvezza, la nostra, l'unica, ha le spine.
e nonostante tutto, è perfetta.
martedì, agosto 10, 2004
[Ok, so che non è stupenda, ma dovrebbe essere provvisoria...ieri non avevo il tripiede, se ho voglia, prima o poi ci torno ben equipaggiato e provo qualche posizione più decente...ad ogni modo spero che anche questa bene l'idea che ho in testa]

Eccomi, come sono ora, come vorrei essere per tutta la vita.
Dietro ho ricordi, tanti troppi, vicini anche se a distanza di dieciquindicicinque anni, vicini perchè il passato in me è vivo, perchè ogni ricordo è una scintilla che meccanicamente ne genera un'altra e poi un'altra ancora, fino a farmi passare qualche ora in altalena fissando il vuoto, da solo, ma felice.
e davanti arriva il resto, davanti ho il buio totale, davanti i binari me li dovrò costruire da solo. Non che non mi faccia paura, ma il costruire|colorare, mi eccita, tanto.
E pensare che non ho la minima idea dove sarò, anche fisicamente, tra due mesi. Intanto oggi parto...e vado in quello che un tempo era il mio ritiro spirituale di ogni anno, lo è stato un tempo e non lo è più, perchè le persone sono di passaggio, perchè tutto cambia, e perchè mai nessuno potrà tornare una seconda volta nello stesso fiume...
Almeno vedrò le stelle, e quelle perlomeno, mi danno una lunga illusione che ci sia qualcosa di fisso...
martedì, agosto 03, 2004

Ma non vi sembra la morbidezza fatta gatto?
Colosseo, e luna piena, e the sound of silence. E brividi, tanti brividi.
E ora, è ora di colorare, per davvero.
Sorprendimi se ce la fai.
Soprendimi.
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