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Già qui, è l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. (…) Due modi ci sono per non soffrirne: Il primo riesce facile a molti ed è l'accettare l'inferno e diventarne parte. Il secondo esige attenzione e apprendimento continui e consiste nel cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno e dargli spazio e farlo durare.
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Guarda le distese dei campi, perditi in
esse e non chiedere altro.
Lasci
un'orma attraverso cui ti stesso ti segui nel tempo e ti riconosci.
Correvi con la biga nei cerchi.
E fosti pure un'ape delicata, il gentile mantello che
coprì le spalle di qualcuno.
Lascia tutto e seguiti.
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Caro
Marco,
ti
scrivo dal profondo del mare,
nascosto dentro un giardino di
Corallo,
a riparo dagli squali
ma invisibile per le sirene,
Quando Ne Ho Voglia
Alzo gli Occhi e Guardo Il Sole
attraverso un milione
di miliardi
di metri cubi d'acqua
e finalmente
Non Mi Bruciano più gli Occhi
.
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Colpito,
segnato,
affondato,?
Sorpreso,
stupito, smarrito?
Curioso,
sincero, ardito?
(O
semplicemente
passi per Bologna, o sei a Cagliari in estate?)
Ali: VerdeIrlanda
Elisewin: FolleEquilibrioPrecario
Marco: DiCheColoreèDio?
Kayas: TempiImprovvisi
Mauro: *Stob(-A-)doS*
Divina: aLycanthropeOnTheBus!
Adbon SorrisiD'Africa
Lecca: ItIsThatBlack
Curly: GuanceAmarena
Folletto: BomboMieloso
Frà: AcquaRosa
Gabry: SoundsLikeBlack
Marta: YelloSunshine
NeSs : DeepBlue
ParoleNelVento
: LibeccioRosso
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you
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Quando parole e note non bastano:
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venerdì, ottobre 29, 2004
Il mio problema più grande è che dimentico.
Ho una memoria che mette paura per quanto riguarda visi dettagli discorsi vecchi anni.
Ma il mio problema più grande è che dimentico.
Dimentico me stesso. I miei flussi, i miei punti d'arrivo, le mie vette, troppo spesso si annebbiano senza che io me ne accorga.
Avrei bisogno d'allenamento, avrei bisogno di costanza.
Non sono mai stato un tipo che riusciva a tenersi in allenamento, da piccolo in chiesa, quando andavo a fare sport, sui libri di scuola e anche sugli altri libri. Non son mai riuscito a tenere duro.
Vorrei, dovrebbe, essere tempo di cambiamenti. Cambiamenti dentro, si intende.
giovedì, ottobre 28, 2004
Sono di corsa sono di corsa sono di corsa! E il tempo mi manca. adoro questa sensazione, è la vita che sfugge è la vita che trabocca e poi si esaurirsce e poi ritrabocca. é questo che mi fa veramente vivere. L'importante è non adagiarmi troppo. Solo ecco, quando mi sento così ho paura di pungere, di far sanguinare, senza rendermene conto. Oggi è uno dei tanti giorni in cui non ho le parole, o meglio non ho le parole per voi, ma tant'è, rimedierò a breve.

Tranquilla, è un'altra alba...

Is anybody in?

I Know, I feel, one day I will reach you
domenica, ottobre 03, 2004
Dal mio colle, visi affetti fastidi sventolano un fazzoletto bianco, punti sempre più piccoli, sagome sempre più irriconoscibili, si stanno allontanando, sono sempre più distanti. Non sono stavolta loro ad allontanarsi, no. sono io. sono le mie gambe. Cerco di voltarmi indietro, cerco di non perdere di vista le loro braccia che si muovono, cerco di fermarle , cerco di afferrarle nella mia mente, ma è un gesto che sfugge, è come cercar di infilare dello spago in un ago. Sono sempre più piccole, ormai sono dei punti dentro qualcosa di più grande, ma mi illudo di starli ancora fissando negli occhi, mi illudo che il loro sguardo stia ancora incrociando il mio, e intanto le mie gambe stanno correndo, e sull'erba lascio una scia di diciannove anni di vita, una scia di di diciannove anni di ricordi che in pochi secondi entra, rivive ed esce, umida, da me. E loro ormai non li vedo e ciò che li avvolgeva è diventato a sua vola un punto, che tra poco sarà inghiottito da un'altro punto ancora. E così via. E le gambe continuano la corsa, e sto scendendo dal pendio del mio colle sempre più in fretta, senza rendermene conto. Anche il pendio presto non sarà altro che un punto. E io dove finirò? Il pendio sta per terminare. E al suo termine? Guardo in fondo e vedo buio, vuoto, ma le gambe non si fermano, continuano. L'ultimo passo sfiora la sicurezza verde, dal verde, al nero.
E io dove finirò? Il pendio sta per terminare. E al suo termine? Guardo in fondo e vedo buio, vuoto, ma le gambe non si fermano, continuano. L'ultimo passo sfiora la sicurezza verde, dal verde, al nero.
Brividi paura paura di cadere. Sorpresa. Sono Sospeso.
Sto planando
[...ma in fondo planare non è altro che cercare di arrivare ad una vetta più alta, volerci arrivare sapendo che non dimenticherai da dove sei parito. e non esistono planate perfette, e nessun volo mai sarà felice così come normalmente viene intesa la felcità. e siccome sono ancora convinto della mia teoria, ovvero del fatto che ognuno di noi sia una cane che non fa altro che mordersi la coda, sono contento di dire che, internet permettendo, il prossimo post dolorante verrà a breve.] [...ma in fondo planare non è altro che cercare di arrivare ad una vetta più alta, volerci arrivare sapendo che non dimenticherai da dove sei parito. e non esistono planate perfette, e nessun volo mai sarà felice così come normalmente viene intesa la felcità. e siccome sono ancora convinto della mia teoria, ovvero del fatto che ognuno di noi sia una cane che non fa altro che mordersi la coda, sono contento di dire che, internet permettendo, il prossimo post dolorante verrà a breve.]
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