e questo è tanto.-BerchiddaVillasimiusVillanovaFrancaCagliariEancoraEancora-
e sono trasportato dalla corrente di pensieri che continuano a fluire e fluire e sembrano essere quelle definitivi, migliori per me, stabili, e lo sono.
ma continuano a fluire, e dopo uno l'altro e dopo l'altro l'altro ancora, e dopo quello il non dover parlare solo agli occhi delle persone, ma anche all'immagine che mi sono fatto io, di quegli occhi, dentro di me, e ciò comporta impegnarmi ad immaginarmele, le persone, a ricostruirle, dopo che le lascio, dentro di me. ed è una cosa che facevo. aveva a che fare con la mia memoria paralitica, è una cosa che ho smesso di fare, ed ecco che sono scappati via anche i ricordi non fissati con chiodi di dettagli.
e dopo quello arriva il terrore delle frasi in pillole, e il sapere di voler trovare ciò che non è inferno qui in mezzo, il sapere che anche se mi sbatto continuamente da una sponda all'altra, per accarezzare ciò che non è inferno non c'è bisogno di fermarlo e aspettare e aspettare e seguirlo per chissà quanto, ma "basta" andare diritto, da me verso di lui, non in tondo o a zig zag o per ogni due passi avanti uno indietro, solo diritto, un gesto, un prendere qualcosa con la mano da dentro e porgerlo semplicemente, soprendendo pure, magari, ma soprendendo non per sorprendere ma per andare diritto, da me verso di lui, anche chiudendo gli occhi, se ci si riesce,("datti, Clà")
e poi il sapere che ci sono gabbiani che non usano il volo solo per andare dalla spiaggia ai pescherecci, e sapere che questo vale anche per me e che è da parecchio che lo so e che è per questo che mi prego di non scordarmi, sapere che il mio volo è mio, che sarò io ad insegnarmelo, e che per darmi la costanza nell'insegnare avrò bisogno di te, e delle camminate sotto il sole mentre ti guido ad occhi chiusi e ti porto davanti alle discariche, che ci sono ancora, si, rimaterializzate dalle fughe notturne.
e poi, non per ultimo il pensiero della mia idea di dialogo e di scontro e di voce che se deve sa andare contro ad un coro, sa fare il primo passo non per isteria, anche se si tratta del suo schieramento, il pensiero di sapere che ci può essere qualcosa di migliore, anche se poi non sarà considerato tale, sapere che il meglio può esserci già e ce ne si può trarre spunto ma va sempre riadattato al prorpio volo.
e ancora il partire senza dimenticare che la vita è dukka, e che ciò non significa essere pessimisti, significa ricordarsi che il dolore è anche attesa del dolore e che quindi scansadolo quando deve arrivare non si fa che prolungarlo, e che non ha sensibilità chi non ne ha mai provato, e che ne prende si troppa che ne ha provato troppo.
e poi un braccialetto fighissimo, nuovo. a cui seguiranno tutti quelli vecchi, poggiati sulla scrivania a maggio.come pensieri passati che tornano e mi dicono guarda che ci sono,guarda che ci sono stato.
e infine cerco te, e lei.
e di lei, per qualsiasi di questi pensieri ed eventi che fluiscono, ne avrò bisogno, per cercare di non perdermici più-
e cerco te, perchè so che per riuscire ad arrivare, ci si arriverà insieme, sapendo che non sono il solo a desiderare di potermi svegliare con lo stesso pensiero con cui mi sono addormentato.
arrivandoci presi per mano, alla presenza mentale.
Trattieni il Fiato Ora
Perchè non sarà il passare del tempo a portare frutti.
perchè non sarà un nome a far esistere qualcosa.
perchè non sarò musica a farmi ballare.
perchè il sangue non serve se tanto non scorre.
Perché io sono della misura di quel che vedo
E non della misura della mia altezza."

