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Già qui, è l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. (…) Due modi ci sono per non soffrirne: Il primo riesce facile a molti ed è l'accettare l'inferno e diventarne parte. Il secondo esige attenzione e apprendimento continui e consiste nel cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno e dargli spazio e farlo durare.
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Guarda le distese dei campi, perditi in
esse e non chiedere altro.
Lasci
un'orma attraverso cui ti stesso ti segui nel tempo e ti riconosci.
Correvi con la biga nei cerchi.
E fosti pure un'ape delicata, il gentile mantello che
coprì le spalle di qualcuno.
Lascia tutto e seguiti.
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Caro
Marco,
ti
scrivo dal profondo del mare,
nascosto dentro un giardino di
Corallo,
a riparo dagli squali
ma invisibile per le sirene,
Quando Ne Ho Voglia
Alzo gli Occhi e Guardo Il Sole
attraverso un milione
di miliardi
di metri cubi d'acqua
e finalmente
Non Mi Bruciano più gli Occhi
.
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Colpito,
segnato,
affondato,?
Sorpreso,
stupito, smarrito?
Curioso,
sincero, ardito?
(O
semplicemente
passi per Bologna, o sei a Cagliari in estate?)
Ali: VerdeIrlanda
Elisewin: FolleEquilibrioPrecario
Marco: DiCheColoreèDio?
Kayas: TempiImprovvisi
Mauro: *Stob(-A-)doS*
Divina: aLycanthropeOnTheBus!
Adbon SorrisiD'Africa
Lecca: ItIsThatBlack
Curly: GuanceAmarena
Folletto: BomboMieloso
Frà: AcquaRosa
Gabry: SoundsLikeBlack
Marta: YelloSunshine
NeSs : DeepBlue
ParoleNelVento
: LibeccioRosso
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domenica, aprile 30, 2006
"Illuso anch'io continuamente, confuso tra tante realtà
ma se scoprirò quella giusta, chissà se poi l'illusione cadrà,
se scoprirò che c'è una sola realtà non credo che mi basterà"

Non sono ancora(o non più) abbastanza forte per riuscire a tenere tutto dentro,
probabilmente non sarò mai così presente nei luoghi in cui non resto, tanto da non subire il trauma, nel tornare da una vita(Cagliari) all'altra(Bologna) e viceversa.
in questo modo avrò sempre bisogno di un periodo di assestamento, come legge fisica.
E in questi momenti di intervallo, tra un sistema e l'altro, quasi il vuoto a riempire tutto, a disperare..
Ma poi nei momenti più inaspettati, nelle situazioni più bizzarre, la salvezza arriva... ma non basta nè cercarla, nè attenderla.
Dilatare i polmoni, occhi chiusi e poi fissi, e ripartire.
Ci sono.
Devo tenere tutti quegli occhi dentro, devo.
(Partito il cammino degli dei, in diciotto, abbiamo beccato esattamente i giorni in cui è cominciato a piovere.e una bella giornata di 8-9 ore ci camminata ce la siamo fatta-fino a monzuno- e sin sarebbe potuto continuare tutto senza problemi se non ci si fossero allagate le tende con dentro i sacchi a pelo:P per ora è solo rimandata)
sabato, aprile 15, 2006
Stop.
Un pò fermo, cristalizzato, un pò in pausa.
So che è lecito concedersele, ma mi rimane sempre la paura di non riuscire poi a ripartire come prima, a non riuscire a ritrovare quell'intesa(ed io ho bisogno di riuscire a tornare in quell'intesa).
e forse semplicemente non riesco ad accontentarmi di quel qualcosa, che anche se con un ritmo più lento, sto portando avanti,o forse veramente non sto facendo abbastanza.
Forse non sto scuotendo gli altri tanto quanto avrei bisogno, tanto quanto è necessario per caricarmi e autoalimentermi d'entusiasmo.
è sempre così spiazzante passare dalla velocità di Bologna alla pacatezza che c'è qui.
(eppure quello che mi ero ripromesso di fare lo sto facendo,lo sto portando avanti, e allora perchè questa sensazione addosso?)
Ho dietro una marea di ricordi come correnti, di isole che sopravvivono in mezzo ad una rotonda autostradale, di cori e corse che istintivamente smuovono, per necessità biologica, dalla stanchezza, dall'abbattimento, dall'appiattimento..smuovono come la pressione che all'improvviso esplode e il sudore che comincia colare.

Dario dice di approfittare di questo silenzio, per ricaricare le batterie.
Ci provo, facendo scorrere i miei fili a distanza, continuando a sentirli, sforzandomi per fare come se li sentissi davvero.
E tra i tanti uno sta per sbocciare. Almeno sembra così.
E allora la pietra la lancio pure qui.
Il 27 con un gruppo di amici stupendi si parte, da Bologna, a piedi, alla volta di Firenze, passando per appennini e colli.Dormendo in sacchi a pelo e tende.Si Dovrebbe arrivare il 30.
Si chiama la via degli dei .
Qualche anarcoidealistafollettoso si unisce a noi?
Se vi va lasciate qui i vostri contatti firmando il guestbook(o scrivetemi una mail)..
A presto:)
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