Come un sacco di altri post che ho scritto, persi nel via vai insieme alla lucidità, quello che stavo scrivendo ora me l'ha appena mangiato il pc.
E allora, dato che andare a memoria è annacquare l'essenza riprendo,
anche se così potrà essere anche sta volta parziale, da dove sono arrivato, quando mi si è spento il monitor.
E ci voleva che si spegnesse il monitor, per ricordarmi di poter chiudere gli occhi.
Potere chiudere gli occhi, non per non volere vedere, ma per provare a vedere meglio.
E se hai perso la lucidità, se hai perso il punto dove comincia il rotolo di scotch, se gli occhi del mare non li trovi, la corrente che salta e la luce che si spegne è un occasione casuale, per realizzare che trovare gli appigli per cominciare a srotolare, non è una cosa irraggiungibile come sembrava.
[Oggi mi si è staccato un pedale della bici, e mi ha trascinato annina dalla sua, aggrappato al suo avambraccio.
Vento che soffia sulle vele.]
Chiudete la porta e provate a stare da soli.
E allora, qual'è il problema del provare a chiudere gli occhi?
Il fatto che tutti gli altri non lo facciano, non ti fa rimanere indietro.
Hai paura la prima volta che ci provi, di essere disarmato di fronte agli altri?
E allora chiudi la porta, assicurati che nessuno la possa spalancare all'improvviso, che il telefono non possa squillare
e prova.
Appena solo, ti renderai conto, che senza vista, le dimensioni continuano ad esistere, i passi sono uguali a prima, il suono del tuo passo distinguibile, i pensieri chiari.
E poi il passo è saperlo ripetere di fronte agli altri e tutto fila liscio.
Ancora paura di farlo?
Richiudi la porta della camera, e riprova fin quando non capisci.
Finchè non sei abbastanza sicuro, per ripeterti di fronte agli altri.
[come il folletto di VillaSalus, e i suoi mesi successivi]
[Intanto fuori da un bel pò c'è la luce]



